ALESSANDRIA, MARTEDI' 23 GIUGNO: PRESIDIO PER LO STOP ALLE CONCESSIONI ALLA SOLVAY
In occasione della Conferenza dei servizi della Provincia di Alessandria, si tiene – all’angolo tra via Scassi e via Galimberti – un presidio di protesta dei cittadini che si oppongono alla concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della produzione, da parte di Solvay, di sostanze inquinanti e potenzialmente cancerogene.

Sono un centinaio i presenti, molti dei quali provvisti di bandiere del movimento “Stop Solvay”: alcuni di loro, inoltre, sorreggono striscioni delle realtà presenti – qualcuna proveniente da altri territori – mentre per terra sono piazzate alcune lapidi di cartone che riproducono le parole d’ordine della giornata.
Gli interventi al microfono sono decine, e tutti sottolineano la pericolosità per la salute di ciò che viene prodotto all’interno della fabbrica chimica che da un secolo avvelena l’ambiente del quartiere alessandrino di Spinetta Marengo: alcuni di questi sono particolarmente significativi per i contenuti portati.
Un rappresentante del movimento veneto contro la Miteni – una moltinazionale, il cui nome deriva dall’unione delle parole Mitsubishi ed Eni, costretta dalle lotte a chiudere e trasferirsi altrove – sottolinea come non ci si debba limitare a combattere contro il semplice ampliamento della produzione di Pfas e C6O4, ma occorra lottare per impedire l’intero venefico ciclo di produzione.
Dal canto suo Lino Balza – storico sindacalista, a più riprese licenziato dalla Montedison-Solvay, per poi essere regolarmente reintegrato dalla Magistratura – sostiene con forza la medesima rivendicazione, sciorinando alcune date e fatti che dimostrano l’assoluta inaffidabilità di quanto sostenuto dall’azienda in merito alla non nocività delle lavorazioni effettuate all’interno di essa.
Bosio (Al), 24 giugno 2020
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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